Sabato 15 novembre

Mediateca Digitale della Maremma – Chiasso delle Monache 9-11 –  Grosseto

Fuori dal mondo

Regia: Stefano Pasetto – Durata: 83′

Sinossi 

Oggi pressoché disabitata, l’isola è stato un carcere di massima sicurezza per oltre un secolo, quindi inaccessibile. Dopo la chiusura del penitenziario, nel 1997, Enrico Mereu e la moglie decidono di rimanere sull’isola mentre tutte le altre famiglie del personale penitenziario se ne vanno. Da quel momento in poi Mereu si è dedicato alla scultura, arte che ha scoperto di avere naturalmente da bambino e ha deciso di non utilizzare altra materia che i tronchi incastrati sugli scogli e restituiti dal mare alla terraferma. Sono ormai oltre 25 anni che scolpisce questi ossi induriti dal sale e le sue sculture hanno viaggiato per la Sardegna, per l’Italia e perfino in Europa.
I suoi cinque figli e quattro nipoti vivono in Sardegna, ma Enrico non riesce a lasciare il suo paradiso. Sono loro che periodicamente vanno a trovare i genitori sull’isola, luogo della loro infanzia che ricordano con amore e malinconia.
Purtroppo, la progressiva apertura dell’isola sta trasformando questo luogo dell’anima e la logica del profitto ne minaccia l’equilibrio sottile che l’isolamento ha invece permesso di preservare.

Nella colonia penale

Regia: Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia, Alberto Diana – Durata: 82′

Sinossi

In Sardegna, nascoste in luoghi quasi inaccessibili, esistono ancora oggi tre delle ultime colonie penali attive in Europa.
Qui, in queste case di lavoro all’aperto, i detenuti scontano la pena dividendo il loro tempo tra le mura della cella e il lavoro: coltivano la terra, allevano animali da pascolo, svolgono compiti di manutenzione della stessa struttura in cui sono rinchiusi.
A Isili, Mamone, e Is Arenas i detenuti sono perlopiù persone migranti. Ignoriamo la loro provenienza, il reato per cui sono stati rinchiusi, per quanto tempo ancora dovranno stare lontani dal mondo. Il lavoro scandisce il tempo fermo e dilatato della prigionia, in cui l’uomo e animale vivono a stretto contatto.
Il dispositivo di sorveglianza e repressione sembra ripetersi immutato di fronte alla macchina da presa, di colonia in colonia. Cambiano i volti, le guardie e i condannati, ma il sistema di controllo rimane il medesimo. Nell’ex colonia penale dell’Asinara, quando il rapporto tra carceriere e carcerato viene meno, tra le rovine delle prigioni abbandonate emerge una nuova dialettica di sopraffazione, che vede a confronto l’animale in libertà di fronte all’essere umano.
Nella colonia penale è un film che si immerge in uno spazio di eccezione: un regime carcerario retaggio del passato, sul punto di scomparire, lontano dalla nostra società, ma di cui è allo stesso tempo una diretta emanazione.