“È tipico di questo Paese: è sempre colpa di un altro”
(da “Colpa di un altro” di Mattia Torre)
C’è un momento del giorno in cui la luce si fa più gentile, il rumore si abbassa, le ombre si allungano e lo spazio intorno sembra sospeso, come in attesa. È in quel momento che scegliamo di abitare questo luogo. Non ci sono scenografie, non ci sono effetti speciali. Solo corpi, voci, storie. Solo un tempo condiviso.
Eppure, ogni volta, ci chiediamo se basti. Se riusciamo davvero a restituire a questo spazio
la bellezza che merita. Se siamo capaci di accenderlo, senza luci, senza trucchi, senza scuse.
Ci viene da dire che manca qualcosa. Che non è il momento giusto. Che è difficile. Che non abbiamo fondi, tempo e pubblico. Che è difficile da raggiungere. Che non dipende da noi.
Ma non è colpa di un altro come direbbe il nostro amato Mattia Torre.
È responsabilità nostra tornare qui, ogni volta, con pochi cuscini, qualche parola, le pagine di un libro, una voce viva. È nostro il compito di provarci con ostinazione, con cura, con il desiderio di lasciare una traccia. Anche piccola. Anche fragile. Anche solo per la durata di un tramonto.
Questo spazio vive così: con poco, ma con tutto ciò che serve. Un libro aperto, una voce che trema, un gesto che si perde nel buio. E un tramonto che ascolta, senza chiedere nulla.
Perché non è colpa di un altro se qualcosa non funziona. Ma è merito nostro se, per un attimo, qualcosa accade.
L’appuntamento è allo spazio cinema alle 19. Inizio attività ore 19.15


